Orvieto

La Città di Orvieto

La città di Orvieto, oltre 3000 anni di storia racchiusi in uno dei centri storici più belli e caratteristici d'Italia. Un tempo potente città etrusca, poi papale, ancora oggi offre ai suoi visitatori scorci ed attrattive uniche.

Il sottosuolo di Orvieto è letteralmente attraversato

da una miriade di condotti e vani artificiali che sono stati scavati in quasi 3000 anni dagli abitanti della Rupe. La maggior parte degli oltre 800 ipogei noti (dati S.C.O.) è costituita dalle familiari cantine, oggi di nuovo in auge sulla scia di rinnovati desideri di semplicità e cose genuine.

Se ne trovano di piccolissime e di immense, disposte su più piani, con vaste sale e gallerie dai percorsi tortuosi. A causa della sovrapposizione abitativa, che in una città come Orvieto è inevitabile, si sono creati collegamenti involontari fra sistemi ipogei una volta autonomi.

Sotto terra è possibile scoprire le vestigia di un passato che ha lasciato poco in superficie: i numerosi "butti" medievali crivellano il sottosuolo.

Prima cava di materiale da costruzione e poi contenitori per ogni sorta di rifiuto, costituiscono per noi una importante fonte di informazione storico-archeologica (e indagati con moderni metodi scientifici, come è accaduto per i butti di Palazzetto Faina). Altro elemento caratterizzante del sottosuolo di Orvieto è costituito dalla presenza di numerosissime cisterne. Vista la cronica mancanza di fonti sul pianoro,

da sempre sono state scavate citerne che avessero lo scopo di raccogliere ogni preziosa goccia di acqua piovana. Ve ne sono di tutte le dimensioni ed epoche, da quelle enormi, cinquecentesche, a quelle di pochi metri cubi, di fattura etrusca, impermeabilizzate non con intonaci ma con un potente strato di argilla pura. Sempre ad epoca etrusca sono riferibili numerosi cunicoli a sezione ogivale, pozzi silos dalle raffinate tecniche murarie e profondissimi pozzetti muniti di tacche sulle pareti. La smisurata fame dell'uomo per i materiali da costruzione lo ha spinto sin nelle viscere della sua stessa Città per cavare da sotto ciò che serviva per costruire sopra. Sono state seguite le vene di pozzolana e sono stati creati immensi ambienti sotterranei, dallo sviluppo variamente articolato. La realtà ipogea di Orvieto è molto complessa ed andrebbe indagata a fondo, non solo per capirne bene le innegabili valenze storico-archeologiche ma anche per tutelare adeguatamente ciò che si trova in superficie.

L'altra faccia di Orvieto, quella otterranea, offre situazioni cariche di suggestioni millenarie, realtà alternative nei confronti di quelle di superficie che non si pongono, però, in antitesi con la Città, ma anzi la completano, la arricchiscono. Gli abitanti di Orvieto che da sempre hanno saputo, o dovuto, coesistere con l'aspetto meno noto del loro masso, le cavità, devono oggi essere pronti a trarre i benefici che deriverebbero dalla riutilizzazione di un patrimonio che per Orvieto è, ancora una volta, esclusivo.

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